8 Luglio: una giornata per salvare il Mar Mediterraneo

8 luglio giornata internazionale del Mar Mediterraneo

Il Mar Mediterraneo è a rischio e il suo ecosistema sta per estinguersi. Leggi le cause di questo pericolo e le azioni che possiamo fare per salvare il Mare Nostrum.

L’8 luglio è la giornata internazionale dedicata alla salvaguardia del Mar Mediterraneo. Un mare che ha rappresentato la culla della civiltà occidentale, che si estende dalla Spagna fino al Libano, che tocca 3 contenimenti e che oggi più che mai è in pericolo. Perché? Cosa possiamo fare per salvarlo?

La salute attuale del Mar Mediterraneo

Il Mar Mediterraneo è uno dei bacini d’acqua più a rischio del nostro pianeta proprio perché da secoli è il crocevia dei commerci tra Europa, Africa e Asia. Questo lo ha reso un mare molto trafficato e i residui di carburante rilasciati dalle navi a motore inquinano l’acqua rendendola poco ospitale per i pesci. Inoltre, i mercantili che hanno ormai 20/30 anni di vita non sono progettati per ottimizzare i consumi e la loro struttura, rovinata dal tempo, rischia di rompersi da un momento all’altro e causare abbondante fuoriuscita di petrolio: una condanna a morte per i pesci e la vegetazione marina.

Le vecchie navi da crociera non ottimizzano i consumi e inquinano molto

L’estinzione di molte specie di pesci e di alghe marine, però, non è solo conseguenza dell’inquinamento dell’acqua. Anche la pesca praticata lungo le coste del Mar Mediterraneo e diventata più intensiva nel corso del ‘900 ha aumentato il numero di specie a rischio di estinzione e ha ridotto notevolmente la salute dei singoli pesci.

La pesca intensiva ha impoverito il mar mediterraneo

Negli ultimi anni nel Mar Mediterraneo è molto difficile pescare tonni o pesce spada di grandi dimensioni, perché la pesca intensiva ha ridotto la loro possibilità di crescita. Questo priva il mare dei suoi predatori e influisce sull’intero ecosistema.

Altro importante fattore che mette a rischio il Mar Mediterraneo è il surriscaldamento globale, che rende l’acqua inospitale per le specie autoctone, costringendo interi banchi di pesci alla migrazione. L’aumento della temperatura dell’acqua, inoltre, favorisce la crescita di altre specie animali e vegetali tipiche dei climi tropicali, cambiando radicalmente la fauna e la flora del Mar Mediterraneo e mettendo in pericolo l’equilibrio del suo ecosistema.

La plastica è il fattore che più di tutti influisce sull’inquinamento del Mar Mediterraneo_

Gli effetti più devastanti sulla salute del Mar Mediterraneo, però, vengono dalla plastica, basti pensare che l’acqua del Mare Nostrum rappresenta solo l’1% delle acque del nostro pianeta, ma si stima che da sola ospiti il 7% delle plastiche di scarto presenti nei mari. Un dato sconcertante che tutti noi siamo tenuti a prendere in considerazione ogni volta che acquistiamo un prodotto usa e getta o che lasciamo sulla spiaggia una bottiglia d’acqua vuota. Ogni anno piccoli pesci, tartarughe e addirittura grandi capidogli e balene vengono ritrovati “avvelenati” dalla plastica o strangolati da fili di nylon e sacchetti per la spesa abbandonati in mare: prodotti che fanno parte della nostra quotidianità.

Cosa possiamo fare nel concreto per salvare il Mar Mediterraneo

Per salvare il nostro mare non basta dedicare una giornata alla sua salvaguardia, ma bisogna agire nel concreto ogni giorno per tutelare la pulizia dell’acqua e di conseguenza la salute dei pesci e delle alghe. Ecco un piccolo vademecum da portare sempre con sé per fare scelte consapevoli che possono salvare l’ecosistema del Mar Mediterraneo dal triste destino che lo attende:

  • Utilizzare prodotti con packaging sostenibili
  • Se possibile, acquistare prodotti sfusi
  • Preferire bottiglie riutilizzabili e rinunciare una volta per tutte all’uso di acqua in bottiglie di plastica
  • Non usare in spiaggia o in barca bicchieri e piatti di plastica che, con il vento, potrebbero volare in acqua e depositarsi sul fondale marino
  • Se si possiede una piccola imbarcazione, installare un serbatoio per le acque nere
  • In barca utilizzare solo saponi e detergenti biodegradabili che, una volta rilasciati in mare, non inquinano
  • Fare molta attenzione durante il rifornimento affinché neanche una goccia di carburante cada in mare