Come l’acqua ci mette in guardia sui cambiamenti climatici

L’acqua ci mette in guardia sui cambiamenti climatici

L’acqua è l’elemento naturale simbolo di vita ed è il primo che ci sta mettendo in guardia sui cambiamenti climatici che stanno portando alla distruzione del nostro pianeta.

Come l’acqua ci mette in guardia sui cambiamenti climatici

Il nostro pianeta è in pericolo, e non è solo Greta Thunberg a ricordarcelo. La sedicenne svedese diventata simbolo della tutela ambientale che spopola sui giornali e sui social network è stata in grado di smuovere l’opinione pubblica e, con la sua grinta, ha spinto il parlamento svedese prima, e le Nazioni Unite poi, a riflettere sul problema dei cambiamenti climatici, ma le sue parole non nascono dal nulla. L’acqua, per molte culture simbolo di nascita di prosperità e di vita, sta cercando da anni, a modo suo, di farci capire che la Terra ha bisogno del nostro aiuto. Come? Attraverso i cambiamenti climatici che colpiscono il nostro pianeta. Ecco i principali:

Scioglimento dei ghiacci

Lo scioglimento dei ghiacci ai Poli è forse il primo segnale di una catastrofe imminente. L’effetto serra, dovuto alle troppe emissioni di Co2 nell’atmosfera, ha causato un innalzamento delle temperature e uno scioglimento delle calotte polari. Questo porta a due principali conseguenze:

  • una maggiore concentrazione di acqua dolce nei mari, e quindi una modifica della composizione dell’acqua stessa che mette a rischio la vita di molte specie di pesci.
  • Una minore presenza di superficie riflettente ai Poli. I raggi solari quindi colpiscono la Terra in modo sempre più diretto e invasivo, le banchise non riescono a contrastare la loro energia e le temperature globali non fanno altro che aumentare ogni anno di più.

L’acqua ci mette in guardia sui cambiamenti climatici

Aumento delle temperature dei mari

Data l’elevata temperatura esterna, anche le acque dei mari si stanno pian piano riscaldando: parte dell’acqua evapora, mentre quella restante cambia la sua concentrazione salina, mettendo ulteriormente a rischio i pesci che la abitano. Inoltre, le specie marine emigrano seguendo le correnti alla ricerca di acque con salinità e temperature più adatte alla loro sopravvivenza, modificando così anche le zone di pesca e l’economia delle località che hanno fatto dell’attività ittica la loro fonte di guadagno.

I pesci emigrano e cambiano l’economia ittica globale

La siccità di laghi e fiumi

Se nei mari l’evaporazione dell’acqua porta ad un abbassamento del livello generale che ad un occhio poco esperto passa inosservato, nei laghi e nei fiumi l’aumento delle temperature è più evidente. La conseguenza? Interi corsi d’acqua si prosciugano: addirittura il  Po, il più importante corso d’acqua del Nord Italia, negli ultimi anni ha perso il 40% della sua acqua rispetto al trentennio precedente. Lo scenario è sempre lo stesso: il livello dell’acqua si abbassa, i pesci emigrano, l’acqua rimasta diventa sempre più stagnante e le popolazioni che vivono a ridosso del fiume devono fare i conti con l’assenza di una fonte idrica, con la diminuzione dei raccolti agricoli e con le difficoltà economiche che ne conseguono.

La siccità mette a dura prova l’agricoltura

Le inondazioni

Le alte temperature influiscono anche sull’acqua presente nelle nuvole e rendono incontrollabili le precipitazioni. Le inondazioni, le bombe d’acqua e le piogge torrenziali che si stanno verificando negli ultimi anni sono ancora una conseguenza dell’innalzamento globale della temperatura e, in questo caso, oltre a portare vittime nel mondo animale causano seri danni anche all’uomo e alle città. Ogni anno sono decine, solo in Italia, le vittime di inondazioni che si trovano travolte dall’acqua mentre sono in auto o vengono sorprese da temporali durante una tranquilla passeggiata estiva in montagna.

La piena del Po a Mantova ha paralizzato l’intera città

Cosa possiamo fare?

Come ci insegna Greta non abbiamo tempo da perdere e ognuno, nel suo piccolo, deve contribuire per ridurre al minimo la catastrofe imminente. Bisogna quindi impegnarsi a salvaguardare l’acqua che ci resta, senza sprecarla inutilmente, ma anche a ridurre le emissioni di co2, per esempio utilizzando prodotti di riciclo e fermando la costante produzione di plastica nuova che innesca un processo industriale altamente inquinante.

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