COSA SONO I PFAS
I PFAS (perfluorosulfonati) sono composti chimici che fanno parte della famiglia dei perfluorati. Ovvero molecole composte da lunghe catene carboniose che terminano con un gruppo polare. I PFC (composti perfluorurati) contano al loro interno 23 classi chimiche, i cui componenti sono a loro volta capostipiti di innumerevoli prodotti di largo utilizzo.

I PFAS, infatti, sono composti molto interessanti da un punto di vista industriale, in quanto hanno la caratteristica di rendere le superfici trattate impermeabili all’acqua, allo sporco e all’olio.
Le proprietà di queste sostanze sono sfruttate per moltissimi prodotti di largo consumo quotidiano: dal rivestimento antiaderente delle padelle (teflon), alla produzione di impermeabili in Goretex, fino alla produzione di pesticidi, insetticidi, detersivi e per il trattamento delle pelli.

La composizione chimica dei perfluorati li rende particolarmente resistenti sia al calore che ad altri agenti chimici, permettendo da un lato i molteplici utilizzi industriali che abbiamo visto, dall’altro rendendoli però rischiosi per la salute, in quanto estremamente stabili e persistenti nell’ambiente.

Negli ultimi anni, questi composti sono diventati tristemente conosciuti anche dall’opinione pubblica proprio a causa della contaminazione ambientale causata, in particolare in un’area del Veneto compresa tra le province di Verona, Vicenza e Padova.

I PERFLUORATI NELLE NOSTRE CASE
Le concentrazioni di accettabilità di queste sostanze, nelle acque per il consumo umano, non sono ancora state definite e non esistono limiti di concentrazione né nella nostra normativa nazionale, né in quella europea, né negli standard internazionali fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tali sostanze, inoltre, non sono incluse nella normativa vigente fra i parametri da ricercare nelle acque potabili (D.L. 31/2001).

Tuttavia, una lecita preoccupazione insorge perché i PFAS tendono a rimanere a lungo immutati nell’organismo e alcuni studi hanno indicato che un’alta concentrazione nell’acqua destinata al consumo umano può causare cancro, diabete, malattie della tiroide e ictus cerebrale.

Per questo, in alcuni paesi (Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi) sono stati fissati dei parametri per legge, mentre in Italia sono stati proposti dei valori limite: 0,3 µg/L per il PFOS e 3 µg/L per il PFOA.

Sul territorio italiano, i valori medi sono ben lontani da questi limiti e non ci sono quindi situazioni di allarme.
Tuttavia, nell’area specifica del Veneto citata, si sono riscontrati livelli che hanno causato legittima preoccupazione tra la popolazione, dovuta anche al fatto che solo laboratori specializzati e tramite analisi molto costose, possono verificare le esatte concentrazioni dei perfluorati disciolti nell’acqua.

PFAS, COME ELIMINARLI
È innanzitutto fondamentale che le strutture pubbliche e gli acquedotti si attrezzino per ridurre al minimo l’esposizione delle persone a queste sostanze pericolose, mediante provvedimenti sull’acqua potabile. Ciò anche in mancanza di prove definitive sui loro effetti e prima che le autorità a livello nazionale stabiliscano quantitativi limite.

È stato infatti dimostrato che la filtrazione a carboni attivi è efficace per la rimozione di queste sostanze, a differenza delle tradizionali metodologie a base di cloro.

IL METODO ACQUA E SALUTE CONTRO I PFAS
Il metodo migliore per ridurre drasticamente i perfluorati e portarli al di sotto della soglia di sicurezza è la filtrazione a carboni attivi unita all’osmosi inversa.

Aqua e Salute possiede nella propria gamma di impianti per il trattamento dell’acqua una linea di apparecchiature specifiche per l’abbattimento dei PFAS per tutta l’acqua di casa ad uso tecnologico (Filtrazione QRS).

Aqua e Salute dopo aver eseguito diversi test nelle aree a rischio, ha riscontrato una forte diminuzione dei perfluorati disciolti in acqua tramite i propri sistemi per l’uso alimentare. (Impianti osmosi inversa Top Class e Ultrefiner II)

I test sono stati eseguiti sia prima che dopo l’installazione dei nostri impianti. I campioni sono stati analizzati dal laboratorio specializzato accreditato ACCREDIA con il numero 1493.

Questa indagine ha permesso di appurare l’abbattimento al disotto del limite rilevabile di tali sostanze dopo l’installazione degli impianti a carboni attivi e ad osmosi inversa.

Inoltre è stato appurato l’abbattimento dei PFAS al di sotto del limite rilevabile anche dopo tutto il periodo di utilizzo dell’impianto intercorso tra l’installazione e la manutenzione ordinaria.

  • ottobre 16, 2017by Aqua e Salute
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