isola di plastica

In questo articolo ti spiegherò cosa è importante sapere sul fenomeno riguardante la formazione di isole di plastica sulla Terra, come e perché si creano delle isole di plastica e in che modo l’uomo può adottare alcune abitudini per evitare di contribuire a questo problema.

Con il termine isola di plastica indichiamo un enorme accumulo di rifiuti che galleggia sulle superfici dei bacini d’acqua presenti sul nostro Pianeta, composto principalmente da materiali e scarti plastici che danneggiano sempre di più la fauna e la flora non solo marina.

INDICE:

isola di plastica

Qual è l’isola di plastica più grande del mondo?

Isola di plastica più grande al mondo è nota anche come “Great Pacific Garbage Patch”, in italiano grande chiazza di immondizia del Pacifico, situato appunto nell’Oceano Pacifico tra il Giappone e le Hawaii, più precisamente tra il 135° e il 155° Meridiano Ovest e fra il 35° e il 42° parallelo Nord.

L’accumulo di rifiuti che ha creato isola di plastica è iniziato circa negli anni 80, esso è stato causato dal continuo inquinamento da parte dell’uomo e dall’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico.

Questa particolare corrente ha la caratteristica di creare un movimento a spirale in senso orario, il centro di questo vortice è una regione stazionaria dell’Oceano Pacifico che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro e di accumularsi nella superficie oceanica, gettando inevitabilmente le fondamenta della isola di plastica più grande al mondo.

Ad oggi, secondo alcuni studi scientifici, si ritiene che questa grandissima isola di plastica sia come un continente di rifiuti in costante crescita, che misuri circa 1,6 milioni di km², anche se altre stime accennano ad un’estensione che arriva fino a 10 milioni di km² e che contenga almeno 3 milioni di tonnellate di rifiuti.

Al fine di dare un’immagine reale dei dati sopra descritti, possiamo benissimo pensare che la superficie di isola di plastica abbia un’estensione che supera tre volte quella della Francia e che potrebbe occupare fino al 5,6% della superficie totale dell’Oceano Pacifico, nonostante le sue dimensioni, essa è costituita quasi completamente da minuscoli frammenti plastici.

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Che cos’è l’isola di plastica dove si trova e come si è formata?

Una volta descritte le origini e la formazione della pericolosa isola di plastica più estesa, è importante parlare anche delle ulteriori isole di plastica che sono presenti in altri bacini d’acqua sul nostro Pianeta che risultano più piccole ma pur sempre in continua crescita.

Quindi oltre alla più grande isola di plastica presente nel Pacifico, esistono altre isole di plastica come quella presente nell’Oceano Atlantico chiamata la North Atlantic Garbage Patch, isola di plastica estesa 4 milioni di km².

La fonte della spazzatura che ha creato isola di plastica del Nord Atlantico proviene dai rifiuti umani che arrivano dai fiumi che sfociano nell’Oceano e consiste principalmente di microplastiche, essa rappresenta un grande pericolo per la fauna selvatica e per l’uomo a causa del lungo tempo di decomposizione della plastica.

Un’altra isola di plastica da poco documentata ed intercettata dalle rotte commerciali è la South Atlantic Garbage Patch, essa si estende per oltre 1 milione di chilometri quadrati, viene trasportata dalla corrente oceanica sud atlantica, situata tra l’America del Sud e l’Africa meridionale.

Nell’Oceano Indiano possiamo riscontrare la presenza di isola di plastica denominata Indian Ocean Garbage Patch, una zona di immondizia estesa più di 2 chilometri e con una densità di oltre 10 mila detriti a chilometro quadrato, la quale è stata ufficialmente scoperta nel 2010.

Infine, è necessario accennare anche alla recente scoperta di isola di plastica chiamata Artic Garbage Patch, essa è stata individuata nel 2013, posizionata nel mare di Barents in prossimità del circolo polare artico, questa al momento è l’isola di plastica più piccola e tutti gli inquinanti dell’acqua che la formano provengono dall’Europa e dalle coste del Nord America.

Dove si trova l’isola della plastica?

Come abbiamo visto, il fenomeno di isola di plastica non è unico e non è possibile circoscrivere una sola area all’interno di un solo oceano, già questo ci fa comprendere quanto questo problema stia diventando sempre più fuori controllo.

Ogni anno vengono svolte delle ricerche davvero approfondite sulla tematica dell’inquinamento idrico, alcune di queste parlano della quantità di rifiuti annui che dai fiumi vengono riversati nell’oceano, stimando un range che va da 1,15 fino a 2,41 milioni di tonnellate di rifiuti plastici.

La maggior parte di questa plastica risulta essere più leggera della densità acqua, perciò non affonda quando è nel mare e quella più resistente può galleggiare nell’ambiente marino e può essere trasportata su lunghe distanze, persistendo sulla superficie e accumulandosi fino a creare isola di plastica permanente.

Anche se questi rifiuti non dovessero aggregarsi, a causa dell’effetto del sole, delle onde e della vita acquatica, i materiali plastici si disgregano in particelle di dimensioni inferiori, generalmente più piccole di un millimetro, denominate microplastiche, la cui concentrazione nelle aree marine è in continuo aumento.

Questa problematica incide su tutto l’ecosistema terrestre, la presenza di isola di plastica sta aumentando, molti studi portano a pensare che esistano altre isole di plastica non ancora identificate, andando ad aggravare ulteriormente la gravità delle conseguenze dell’inquinamento da plastica.

Cosa provocano le isole di plastica?

Sono in molti a pensare che isola di plastica provochi dei danni solamente alle piante ed agli animali che si trovano nelle sue vicinanze, dando per scontato che i rifiuti plastici abbiano una breve durata e delle conseguenze solo nel breve periodo.

E’ perciò necessario smentire questa idea diffusa, infatti, quando la plastica si frantuma, una parte affonda nel mare, provocando la morte di diverse creature acquatiche mentre, l’altra parte disgregandosi, rilascia sostanze chimiche che non si trovano in natura, tra cui il composti organici di sintesi, oligomeri di polistirolo e altri ancora che risultano dannosi per la crescita e lo sviluppo della fauna marina.

Il ciclo della vita sia dell’uomo che degli animali e dei vegetali è strettamente connesso alla nostra risorsa idrica inestimabile e alle caratteristiche dell’acqua dei laghi, fiumi, mari e oceani presenti sul pianeta Terra.

Dopo aver colpito la fauna strettamente acquatica, l’inquinamento idrico che crea il problema di isola di plastica arriva ad altri animali marini, come le tartarughe liuto cioè le tartarughe più grandi al mondo che muoiono a migliaia ogni anno a causa dell’assunzione di vari pezzi di plastica.

I danni delle isole di plastica si spingono fino alle lontre marine che soffocano a causa della diffusione degli anelli di polietilene, ai gabbiani e cigni che finiscono strangolati dalle lenze da pesca e reti di nylon.

Durante l’approvvigionamento alimentare, molte creature marine assumono oggetti plastici derivanti principalmente dal loro mancato riciclo da parte dell’uomo come cannucce, posate, involucri e tappi che vengono confusi con il cibo a causa della loro dimensione e del loro colore.

A questo punto, i danni provocati da isola di plastica arrivano alla fauna terrestre, infatti, le sostanze chimiche, tossiche e inquinanti contenute nella plastica ed emesse a causa della sua decomposizione vengono ingerite dagli animali sulla terra ferma, giungendo fino alla nostra catena alimentare.

In poche parole, le sostanze chimiche ingerite dai pesci possono facilmente passare dalla preda al predatore e quindi essere presenti anche nell’alimentazione dell’uomo, chiudendo così il cerchio partito dai rifiuti artificiali gettati con noncuranza e completato con l’arrivo di cibo ricco di microplastiche servito direttamente sulla nostra tavola.

Quante ce ne sono di isole di plastica?

Le isole di plastica scoperte e identificate sono circa cinque, esse sono in costante aumento di densità ed estensione e contemporaneamente altre si stanno formando o comunque sono presenti ma non ancora di nostra conoscenza.

Detto ciò, è possibile affermare che non si può sapere con certezza quante isole di plastica siano presenti sul nostro Pianeta però l’uomo può scegliere di adottare alcune abitudini giornaliere per evitare di alimentare la formazione di una nuova isola di plastica.

Il fenomeno di isola di plastica ci sembra estremamente lontano ma, non è affatto così, la condizione di pericolo causata dalle isole di plastica sempre più grandi colpisce in modo diretto la natura e in modo indiretto tutti gli esseri viventi presenti sulla Terra.

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Come arriva la plastica nei mari?

Le sorgenti principali della plastica dispersa in mare sono le attività costiere, la cui gestione dei rifiuti risulta strettamente inefficiente e che nel periodo estivo peggiora ulteriormente a causa dei flussi turistici in aumento.

Le attività svolte direttamente in mare come pesca, acquacoltura e navigazione rappresentano altre cause di inquinamento idrico per la formazione di isola di plastica, le quali possono disperdere reti, strumenti, funi, nasse e contenitori per il trasporto del pesce nell’acqua marina.

I fiumi invece risultano i principali responsabili dell’arrivo di grandissime quantità di plastica negli oceani, il 65% dei rifiuti rimane in superficie per oltre 1 anno e continua a viaggiare per circa 10 anni trasportata dai venti e dalle correnti.

Gli scarichi urbani e industriali sono altre fonti di inquinamento e di formazione di isola di plastica che vanno a creare ulteriori danni all’equilibrio dell’acqua presente nei mari e negli oceani e che purtroppo finiscono direttamente nei bacini senza alcun impedimento.

Bottiglie, imballaggi, sacchetti, fazzoletti, mozziconi e qualunque altro oggetto in plastica che l’uomo getta sulle spiagge, una volta finito in acqua si spezza in frammenti più piccoli per azione dell’erosione dell’acqua e delle correnti, andando a compromettere ancora una volta l’intero ecosistema.

Soluzioni per ridurre isola di plastica

Essendo isola di plastica divenuta un problema di gravità elevata, sono state stabilite alcune abitudini che l’uomo sta iniziando a seguire, molteplici iniziative per contrastare la diffusione della plastica e diversi progetti ideati per la pulizia delle spiagge e delle acque.

In tutto il mondo, diverse aziende hanno scelto di ridurre l’uso degli imballaggi in plastica per i propri prodotti, sostituendoli con materiali riciclabili come carta e cartone, andando a diminuire l’inquinamento che incrementa la formazione di isola di plastica negli oceani e nei mari.

Al centro delle soluzioni per ridurre la plastica troviamo il riciclo, infatti, sempre più famiglie scelgono di riutilizzare i flaconi del bagnoschiuma e dei saponi liquidi, bottiglie e buste, evitando di diffondere questo materiale altamente dannoso e dando a questi oggetti una seconda vita.

Il progetto avente lo scopo di ridurre le isole di plastica ha visto la partecipazione di mense e comunità che hanno deciso di eliminare del tutto i materiali di plastica usa e getta, come bicchieri, posate e piatti, abbracciando uno stile di vita decisamente più green.

L’iniziativa chiamata Zero Waste in italiano Rifiuti Zero ha permesso di creare una strategia di gestione dei rifiuti che si occupa di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti considerati non come scarti ma come risorse da riutilizzare, tendendo ad eliminare o diminuire sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire.

Questa strategia si basa sul modello di riutilizzo delle risorse presente in natura e punta alla cosiddetta economia circolare, andando a contrapporsi alle pratiche che prevedono necessariamente processi di incenerimento o discarica ed annullando l’impatto dell’uomo sulla isola di plastica.

Isole di plastica e ruolo di Aqua e Salute

Per il Team di Aqua e Salute il tema di sostenibilità ambientale e di salvaguardia della natura è di valore inestimabile, per questo motivo la nostra linea di prodotti tende a soddisfare sia la tutela della salute di famiglie e aziende che la riduzione del proprio inquinamento dovuto all’uso di materiali in plastica.

Aqua e Salute sostiene tutte le iniziative volte a ridurre la formazione di nuove isole di plastica, dando a chiunque la possibilità di conoscere le caratteristiche della propria acqua di rubinetto e informando loro su tutto ciò che è necessario sapere nei confronti del depuratore acqua per la casa.

Cambiare le nostre abitudini non è sempre semplice ma, grazie ai dispositivi presenti oggi sul mercato è possibile rendere questo processo più facile e altamente efficace, contribuendo notevolmente alla lotta contro la creazione di isola di plastica.

Aqua e Salute è un’azienda consolidata nel settore del trattamento acqua e ogni giorno svolge interventi di assistenza e consulenza nelle province di Ferrara, Modena, Bologna, Ravenna e Reggio Emilia, in Veneto, nelle province di Padova, Rovigo, Verona e in Lombardia, arrivando fino a Mantova.

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Sandra Duo

Riguardo all’Autore del Blog: Sandra Duo

Fondatrice e Presidente di AquaeSalute SRL, azienda specializzata nel trattamento Acqua per uso domestico.
Grandissima esperienza in tutto quello che riguarda: Depuratori Acqua, Addolcitori Acqua, Ozonizzatore per Lavatrici ed Assistenza Depuratore Acqua.
Grazie alla sua Dedizione e Professionalità del settore Sandra ha ricevuto moltissimi Riconoscimenti a livello Italiano ed Internazionale.