Lo spreco alimentare non è solo una questione di cibo: gli alimenti, prima di arrivare sulle nostre tavole, comportano l’investimento di numerose risorse naturali, compresa l’acqua.

Negli ultimi 40 anni lo spreco alimentare nel mondo è aumentato del 50% e qualche dato più aiutarci a capire meglio la portata del problema: iI 40% del cibo prodotto negli Stati Uniti finisce in discarica, mentre in Gran Bretagna si buttano tra i rifiuti 6,7 milioni di tonnellate di cibo.

In Italia il problema non è meno preoccupante, anzi: nel nostro paese, nel giro di un anno, si spreca tanto cibo quanto potrebbe soddisfare il fabbisogno alimentare di tre quarti della popolazione italiana.

Ma lo spreco alimentare non si ferma al solo cibo: ci sono sprechi “diretti” della filiera (industria alimentare e grande distribuzione organizzata) e sprechi “indiretti” (fertilizzanti, fitosanitari, energia, acqua).

Inoltre le enormi quantità di cibo non consumato contribuiscono fortemente al riscaldamento globale e alle carenze idriche. È sufficiente a proposito pensare alla quantità di CO2 immessa nell’aria dai mezzi che trasportano il cibo nel nostro pianeta.

Per quanto riguarda l’acqua, il problema è ancora più grave: nel caso della carne, oltre al consumo diretto d’acqua per esempio per dissetare gli animali, è necessario considerare quanta acqua è servita per far crescere gli elementi che costituiscono il mangime degli animali. per non parlare dell’acqua utilizzata per lo per la pulizia dei macelli, per i fertilizzanti, i pesticidi, i farmaci, ecc.

Ecco perché il risparmio dell’acqua implica anche una maggiore coscienza nella scelta del cibo e di dove acquistarlo: anche il tuo spostamento in auto per andare a fare la spesa comporta un inquinamento dell’aria, per non parlare dell’uso di prodotti confezionati come scatolette, barattoli, latine e bottiglie di plastica.

Ricordati di pensare bene a quello che acquisti al supermercato e che porti a tavola: il risparmio ha inizio da qui!

  • ottobre 16, 2018by Aqua e Salute
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