Otto persone su dieci evitano di bere l’acqua potabile che esce dai loro rubinetti. Queste persone sanno bene che la loro acqua è inquinata da numerose sostanze chimiche, alcune delle quali sono addirittura tossiche o cancerogene, e non gli interessa più di tanto sapere che questo inquinamento è contenuto nei limiti stabiliti dalla legge. Spesso l’acqua del rubinetto presenta odori e sapori così sgradevoli da giustificare il rifiuto a berla; alcune volte è talmente calcarea da renderla veramente indigesta; altre volte contiene della sabbiolina e dei pezzettini di ruggine che disturbano il palato.

Tutte le persone che bevono acqua in bottiglia lo fanno perchè non si fidano di quella che esce dal loro rubinetto; la maggior parte delle volte però accade che si continua ad utilizzare l’acqua del rubinetto per cucinare i cibi, per preparare thè o caffè, o per la preparazione delle pappe dei bimbi di casa. La credenza da sfatare è che si pensa di essere al sicuro nel momento in cui l’acqua utilizzata per cucinare viene fatta bollire, eliminando così qualsiasi rischio per la salute.

Durante l’ebollizione vengono eliminati eventuali microorganismi presenti nell’acqua, mentre le sostanze chimiche con la bollitura vengono addirittura rese più concentrate e quindi più pericolose.

Se si pensa che acqua distillata, l’unica acqua che non contiene assolutamente alcuna sostanza chimica, si ottiene per raffreddamento del vapore prodotto con la bollitura, si conferma che tutte le sostanze chimiche che l’acqua conteneva sono rimaste nell’acqua che non è evaporata.

Concludendo, i cibi cotti nell’acqua inquinata assorbono gli inquinanti che essa contiene proprio come assorbe il sale da cucina (sodio) che aggiungiamo all’acqua quando cuociamo la pasta.

Se non ci fidiamo, dunque, della nostra acqua di casa, perchè continuiamo a mangiarla?

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  • ottobre 16, 2017by Aqua e Salute
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